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RICERCARE L'AIUTO DEGLI ALTRI PER ESSERE D'AIUTO

Aggiornamento: 2 ago 2022


Come è capitato a molti di noi, non sono stata amata abbastanza durante la mia infanzia e prima giovinezza, e ho anche avuto delusioni da persone che credevo mi volessero bene. Per questo sono diventata molto diffidente e restia a chiedere aiuto. Diventa un'abitudine, non è vero?

C'è anche un lato positivo: essere cauti nel chiedere aiuto è una qualità che ho imparato ad apprezzare, ti spinge a selezionare molto bene a chi aprire il tuo cuore.

Di sicuro rimaniamo però spesso incerti, per paura, vergogna, sfiducia.


Può esserci d'aiuto dividere idealmente il processo in due parti:

- prima di tutto dire a sé stessi a voce alta con chiarezza di aver bisogno di aiuto; vuol dire sconfiggere l'orgoglio, ascoltare i propri bisogni, e spesso questo è sufficiente per pacificare le emozioni e chiarirsi sui bisogni reali

- dopo aver ottenuto questa chiarezza, scegliere con attenzione con chi collaborare per ottenerlo.


Sì, ho scritto proprio collaborare e non chiedere.

Una cosa che ho capito, infatti, e che non mi è stata mai insegnata, anzi va nella direzione contraria alla morale e al normale "bon ton" , è che la ricerca di qualcuno che possa aiutarci è SEMPRE BIDIREZIONALE.


Chi è aiutato, aiuta sempre.

Quante volte lo abbiamo pensato e sentito e poi ce ne siamo dimenticati, un attimo dopo.


Dovremmo quindi davvero autorizzarci a farlo più spesso:RICERCARE L'AIUTO DEGLI ALTRI PER ESSERE D'AIUTO.


Vi auguro serenità e pace ovunque voi siate.

Rosanna




 
 
 

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©2022 di ROSANNA PRATURLON. Creato da Meg

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